Cerca

Ministero Difesa / La protesta dei dipendenti civili

Manzo (Fp Cgil Lombardia): “Ci sentiamo figli di un dio minore. Vogliamo fatti veri, basta promesse. E l’8 giugno tutti a Roma alla manifestazione unitaria ‘Il futuro è servizi pubblici’”
30 mag. – Dopo l’interruzione delle trattative con il Ministero della Difesa, è partita la mobilitazione unitaria delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti civili. In tutta Italia oggi si sono organizzati presidi per rivendicare risposte serie e non più promesse. A Milano, davanti alla caserma del 3 Cerimant, Centro rifornimenti e mantenimento, il coordinatore Fp Cgil Lombardia Raffaele Manzo ha spiegato le ragioni della protesta. “È necessario un piano urgente di assunzioni, bisogna coprire 5000 posti a livello nazionale per il triennio 2019-2021. Chiediamo, vista l’età media del personale che supera i 50 anni, che vengano riaperte le scuole ex operaie, quelle di formazione. All’interno del Ministero ci sono delle specificità professionali - vedi artificieri, artieri, saldatori delle navi – che rischiano di impoverirsi senza la garanzia della trasmissione del know-how che abbiamo. C’è poi da sbloccare sia le aree, visto che siamo tra i pochi ministeriali che hanno solo la prima area e le lavoratrici e i lavoratori già all’apice non possono avere le progressioni, sia il contratto integrativo”.
Sul fronte prettamente economico, Manzo sottolinea il divario da recuperare rispetto al personale delle altre amministrazioni pubbliche. “Chiediamo che venga sanato il gap economico del 30%, è stato certificato che abbiamo un salario accessorio inferiore. È un riconoscimento legittimo da rivendicare”.
Dopo il presidio c’è stato l’incontro di sensibilizzazione in Prefettura, dal Capo di Gabinetto Natalino Domenico Manno. “La Prefettura rappresenta il governo sul territorio, è l’istituzione più importante. Abbiamo apprezzato la pronta disponibilità a incontrarci, dopo la richiesta che gli abbiamo fatto lunedì scorso. Si farà portavoce della nostra vertenza con il Ministero. Ma le nostre ragioni continueremo a ribadirle anche sabato 8 giugno, alla manifestazione nazionale unitaria ‘Il futuro è servizi pubblici’”.
tiziana.altea | 30 maggio 2019, 17:15
< Torna indietro