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Afol / Preintesa per stabilizzare i docenti precari

Bonfanti (Fp Cgil Milano): l’accordo è un primo passo e vogliamo la piena trasparenza, legalità e operatività dell’agenzia di formazione e lavoro
31 mag. – “La preintesa è stata votata e approvata dalle lavoratrici e dai lavoratori di Afol metropolitana. Lo abbiamo riferito nell’incontro del 28 maggio con Città Metropolitana e Comune di Milano”. È una vicenda complessa e delicata quella che racconta Alexandra Bonfanti, segretaria della Fp Cgil, sulla partecipata che offre servizi di formazione e orientamento al lavoro. Due i temi principali: i docenti precari e le indagini in corso della magistratura (dove è coinvolto, un membro del cda e il direttore generale dell’agenzia Giuseppe Zingale). “Ci sono circa 130 docenti precari dei centri di formazione professionale che con Afol sono passati da contratti di collaborazione fino a una somministrazione a tempo determinato. L’arrivo del decreto dignità è stato per loro un brutto colpo, visto che non si possono più fare contratti a termine” afferma la sindacalista. Quindi? “L’amministrazione ha risposto picche alla nostra richiesta di stabilizzazione per tutti. Quindi rischiavano il posto. Da qui la preintesa, che ha due punti qualificanti: assunzione di tutte le precarie e i precari a tempo indeterminato dall’agenzia di lavoro Oasi, con la clausola sociale che in caso di cambi d’appalto saranno preservati tutti i posti di lavoro. In più, Afol si è impegnata a bandire 10 selezioni pubbliche per 10 posti all’interno del servizio DDIF (Diritto Dovere all'Istruzione e Formazione)”. Quindi potranno partecipare anche i docenti precari? “Esatto”.
Altri punti della preintesa? “I docenti verranno assunti a part-time di 12 ore settimanali, come già è ora, con la possibilità di incremento del monte orario a seconda delle esigenze dei servizi. Difficile qui una programmazione a monte, dipenderà dalla dote regionale”.
Vuoi aggiungere altro? “A una prima assemblea, del 7 maggio scorso, la preintesa è stata bocciata, seppur di misura – risponde Bonfanti -. Abbiamo indetto lo stato di agitazione, siamo andati in Prefettura, abbiamo avuto dei tavoli con Afol e Oasi. Poi c’è stata una seconda assemblea, dove chi era contrario all’accordo non ha partecipato al voto. Nell’incontro del 28 maggio a Città Metropolitana e Comune abbiamo chiesto di vigilare, perché questo sia solo l’inizio di un percorso di stabilizzazioni per Afol. Abbiamo anche chiesto loro che si arrivi al più presto alla stabilità dei vertici aziendali, nell’ottica di una gestione di piena trasparenza, legalità e operatività dell’ente, a maggior ragione in un momento di così forte pressione per il reddito di cittadinanza”.
tiziana.altea | 31 maggio 2019, 18:07
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