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XIFpCgil Lombardia / Vanoli: lavoro pubblico per lo sviluppo del paese

Partita la due giorni congressuale della categoria regionale. La relazione della segretaria generale uscente
5 nov. - Prima un minuto di silenzio per la morte prematura di Alessandro Rocchi, segretario generale della Filt Cgil, la categoria dei trasporti. Poi l’Europa e le politiche nostrane, inclusa una legge di bilancio che non investe su un vero sviluppo del paese. Le donne e le norme contro, vedi il ddl Pillon sull’affido condiviso o gli attacchi alla legge 194, i continui femminicidi. I migranti, tra chi li avversa montando un clima sempre più razzista e xenofobo e politiche ad hoc (vedi le discriminazioni operate nell’accesso alle mense scolastiche a Lodi o lo stesso dl sicurezza) e chi invece - come la Fp Cgil - per loro si adopera per creare una rete di servizi pubblici inclusivi.  La solidarietà al sindaco di Riace Mimmo Lucano. Un bilancio dell’attività sindacale nei diversi settori, compresi la vittoria alle elezioni Rsu e la partita dei rinnovi contrattuali. Ancora, un altro saluto, doloroso, per la scomparsa di un compagno di battaglie e azioni comuni, Salvatore Maisto, segretario generale della Uil Fpl Milano e Lombardia scomparso di recente, “una persona per me speciale”. Antifascismo e democrazia e la funzione politica della comunicazione sindacale anche attraverso i social. L’acqua come diritto umano e bene comune, tema caldo ora nel bresciano, con il referendum consultivo provinciale di domenica 18 novembre sul servizio idrico integrato, perché sia gestito esclusivamente dal pubblico. Manuela Vanoli, nella sua relazione da segretaria generale uscente della Fp Cgil Lombardia, alla due giorni dell’XI Congresso della categoria avviato oggi, ha toccato tante partite che interessano lavoratrici e lavoratori dei servizi di pubblica utilità, anche in quanto cittadini.

Sull’Europa Vanoli ha ricordato le prossime votazioni per eleggere il Parlamento europeo, un appuntamento basilare eppure “spesso sottovalutato. In realtà in discussione c’è il futuro dell’Europa, di un contesto che abbiamo spesso criticato - ed è criticabile - ma che ha rappresentato e rappresenta l’unico luogo dove si possono realizzare processi di integrazione sociale, percorsi di equità sociale, di crescita economica, di contrasto alla povertà e allo scoppio di nuovi conflitti”. Per questo vanno contrastate tutte quelle politiche oggi in campo, anche nel nostro paese, che vogliono tagliare le ali a questo futuro. “Anche alla luce di uno scenario internazionale diventato sempre più aggressivo”.

L’Italia intanto soffre anche per i continui tagli ai servizi pubblici e la legge di bilancio, a quanto pare, non illude nemmeno rispetto alle risorse che saranno messe in campo per i prossimi rinnovi dei contratti pubblici, per cui nel triennio vengono previsti 50 euro di incremento. Se unitariamente è stata predisposta una piattaforma da votare on line, con 11 proposte per migliorare le Pa, la Fp comincia a ventilare la lotta. “Oltre al confronto con lavoratrici e lavoratori, se la situazione resterà tale, partirà anche la nostra mobilitazione” afferma la sindacalista.

Anche il documento congressuale “Il Lavoro è” (che alle assise congressuali della categoria in Lombardia ha ottenuto il 96,24%) dei consensi, è netto sul fronte del lavoro pubblico e Vanoli lo evidenzia citandolo direttamente: “La Cgil riafferma la strategicità dei servizi pubblici come settore di affermazione dei diritti sociali e di cittadinanza ma anche come elemento fondamentale della qualità dello sviluppo di un paese e vera misura della sua sostenibilità sociale”. Un ruolo cruciale che vacilla se si continua a disinvestirci, se continuano a mancare personale e risorse, se aumentano le disuguaglianze nell’accesso ai servizi ma anche tra i lavoratori che li erogano, in esternalizzazioni  al massimo ribasso. “Il lavoro è il presupposto per affermare la dignità e la libertà delle persone e quindi la loro uguaglianza e parità sociale” sostiene Vanoli, ribadendo così le proposte della Cgil per cambiare paradigma a un trend da lungo in atto: Il Piano del Lavoro e la Carta dei Diritti universali del lavoro.

“In questa fase congressuale siamo al centro dell’attenzione, ogni giorno sulle pagine dei giornali. Credo che tutti vorremmo che da domani cominciasse a crescere l’interesse attorno alle nostre proposte programmatiche, alle soluzioni che vogliamo offrire al paese per uscire dalla crisi e renderlo, sotto tutti i profili, a partire da quello democratico, migliore. Dobbiamo continuare a rivendicare il nostro ruolo di rappresentanza e costringere i nostri interlocutori politici ed istituzionali a misurarsi con le nostre proposte” aggiunge la dirigente sindacale, con un obiettivo come bene comune: “cambiare questo paese”.
tiziana.altea | 05 novembre 2018, 19:04
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