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Fp Cgil, i congressi territoriali / Varese, Ardizzoia saluta: abbiamo un solo pianeta, senza confini

18 anni nella categoria, da funzionario a segretario generale. Giancarlo Ardizzoia, insieme a delegati, funzionari e segretari, ha perso e ha vinto molte battaglie. Auspica il ritorno di una cultura dei diritti, del lavoro, della pace e dell’accoglienza
12 ott. – Dopo 8 anni Giancarlo Ardizzoia lascia la guida della Fp Cgil Varese. Lo fa ringraziando “un elenco interminabile” di persone in apertura dei lavori congressuali, ricordando il suo ingresso in categoria nel 2001 come funzionario. Un periodo lunghissimo a difesa delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici del territorio. “Personalmente la vertenza sindacale che più ha inciso un ricordo indelebile nella mia persona, e nel ruolo di sindacalista, è stata quella della Quiete”, ha detto l’ex segretario generale. “Abbiamo occupato e presidiato la Casa di Cura dal 4 gennaio al 31 maggio 2017, abbiamo gioito, cantato, ci siamo conosciuti, abbiamo intrecciato le nostre esperienze con le lavoratici e lavoratori, aspettative, speranze, abbiamo incontrato la generosità, la solidarietà di chi è passato all'interno della Clinica ma anche l'ipocrisia, la cupidigia, l'ambiguità, l'utopia, l'arroganza, la mistificazione, la falsità. Ci siamo sentiti compagni di viaggio con tutti, con gli agenti della Digos, con i funzionari del Tribunale, con il Prefetto, con il Sindaco, con i consiglieri di maggioranza e di opposizione è stato un tripudio di emozioni, ma alla fine nulla è valso e la Quiete ha chiuso! Ma rimane a noi il ricordo di aver osato”. Ardizzoia ha ricordato anche le battaglie vinte, come “le importanti cause e denunce di attività antisindacale nei confronti del Tribunale di Varese e della Provincia di Varese”, e ancora “la denuncia delle condizioni di lavoro degli agenti della polizia penitenziaria, la scarsità di personale infermieristico e medico negli ospedali (anche a seguito di molti pensionamenti), le aggressioni agli agenti della polizia locale, agli agenti dei carceri specie quello di Busto,  gli insulti e le offese quando non le botte al personale sanitario del pronto soccorso. Le condizioni di trattamento economico, normativo e di orario di lavoro diversificato tra case di riposo e all'interno delle stesse”. Ed è nel solco delle lotte intraprese dalla categoria e dalla Cgil tutta che Ardizzoia ha dichiarato: “Può e deve il sindacato contribuire a ricostruire una cultura dei diritti, una cultura del lavoro che è sparita”. Sparita perché abbattuta, secondo il sindacalista, anche dalle scelte operate dall’ex governo Renzi, mentre oggi avanzano le destre xenofobe e populiste che anche in Italia, per mano del ministro Salvini, producono danni. Ardizzoia ha dedicato il suo intervento a Denis Mukwege e Nadia Murad premi Nobel per la Pace. Il primo, medico, ha curato migliaia di pazienti stuprate. La seconda, attivista yazida scampata alle persecuzioni dell’Isis, oggi testimone di quanto subiscono le persone ridotte in schiavitù. “È con il loro esempio che possiamo nutrire la speranza che un giorno la cultura della pace, dell'accoglienza, del superamento delle diversità, della tolleranza, della conoscenza, della lotta alla povertà, dell'uso attento delle risorse del pianeta, ci porteranno alla consapevolezza che abbiamo un solo pianeta, che siamo un solo popolo e non esiste nessun confine”. (aa)
angela.amarante | 12 ottobre 2018, 10:00
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