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Pa / Accertamenti contributivi

Tosi (Fp Cgil), per i dipendenti pubblici ci sono tempi troppo lunghi in tema previdenziale
4 lug. – “Non è pensabile che a tutt’oggi i lavoratori pubblici debbano aspettare 6 mesi prima di avere la pensione, stando per questo tempo senza entrate e dovendo attendere 27 mesi prima di avere la liquidazione. Non è pensabile che il dipendente pubblico per vedere ricostruita la propria posizione contributiva, laddove abbia un mix di contributi versati a casse diverse, debba attendere anche 2 anni”. Claudio Tosi, segretario Fp Cgil Lombardia, parte da qui per commentare il messaggio 2620/2018 dell’Inps che riguarda il consolidamento della banca dati delle posizioni assicurative dei pubblici, avviando quelli del lotto 5. “Questo lotto comprende circa 218mila posizioni contributive, di cui circa 39mila sono lavoratrici e lavoratori nati fino al 1956, mentre circa 179mila sono quelli nati dal 1957. L’Inps sta cercando di agevolare chi è vicino alla pensione e questa circolare risponde a un lavoro che doveva già essere terminato. Ma l’accertamento dei contributi versati è un’attività che può anche essere complessa e per funzionare a pieno ritmo richiede personale, che invece manca”, racconta il sindacalista. La Fp Cgil, con l’Inca e lo Spi non avevano messo a punto una campagna per dare assistenza gratuita ai lavoratori? “Certo, si chiama Occhio ai contributi, e tre anni fa era partita per l’accertamento contributivo dei lavoratori della sanità e delle autonomie locali. Visti i ritardi con cui va avanti l’istituto previdenziale e, a maggior ragione, con l’uscita di questa circolare sarebbe utile anche rilanciare questo nostro servizio”.
tiziana.altea | 04 luglio 2018, 09:55
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