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Legge 180: l’anniversario e la tanta strada ancora da fare in tema di salute mentale

La richiesta di chi ci lavora è garantire gli stanziamenti già prestabiliti
15 mag. – A 40 anni dall’approvazione della legge 180, dopo la chiusura di tutti gli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) l’inaugurazione delle residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), resta ancora strada da fare nel campo della salute mentale. E’ un problema innanzitutto di risorse. “Il fondo per la salute mentale dovrebbe attestarsi al 5% della spesa sanitaria nazionale, viene utilizzato solo il 3% – spiega Macio Fada, delegato Fp Cgil Brescia e coordinatore lombardo, citando i dati elaborati dalla Società italiana di epidemiologia psichiatrica -. In Lombardia va un pochino meglio, la spesa è del 4%, ma la situazione è comunque pesante. Le patologie psichiatriche sono in aumento, si è registrato un picco tra il 2005 e il 2013”. Nel 2016, secondo i dati del Ministero della Salute, gli utenti dei servizi psichiatrici ammontavano a 807.035, di questi 349.176 si sono rivolti per la prima volta a un Dipartimento salute mentale. Il numero di accessi ai pronto soccorso psichiatrici, nel 2016, è stato di 575.416 unità, circa il 2,8 % del numero totale di accessi al pronto soccorso a livello nazionale. “C’è un’incapacità a rispondere a bisogni in aumento”, dice Fada. In questi giorni si è tenuto un incontro nazionale sulla salute mentale patrocinato dalla Camera dei Deputati, presenti i forum e le associazioni. Ne è scaturito l’appello alla convocazione di una Conferenza nazionale. L’ultima si è tenuta nel 2000. “Al governo che si insedierà – conclude Fada - chiediamo un impegno preciso sulla salute mentale, un progetto reale, adeguatamente finanziato e che segua il decreto 2850 depositato in Senato che prevede, tra le altre cose, assunzioni e servizi territoriali h24”. Due giorni fa, in occasione dei 40 anni della legge Basaglia, si sono tenute iniziative in tutte le città: a Brescia, organizzatori il Forum salute mentale locale e la Cgil,  una gara di poesie, balli e danze alla cooperativa Il Calabrone, comunità terapeutica riabilitativa. (aa)
angela.amarante | 15 maggio 2018, 09:00
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