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Corpi militari: il tabù sindacale che cade

Sentenza storica della Corte Costituzionale, frutto (anche) della lotta di un cartello associativo in cui c’è la Cgil
13 apr. – “La sentenza della Corte Costituzionale è una sentenza importante: cade il divieto per i militari di costituire associazioni sindacali. Avanti, verso l'estensione ai lavoratori militari dei diritti civili e democratici! E' una giornata storica per l'Italia” ha twittato Salvatore Chiaramonte, segretario Fp Cgil nazionale, all’uscita della notizia dell’11 aprile. È pur vero che la Consulta ha delegato ora il Parlamento a fissare dei paletti, ma che anche il personale militare possa avere la sua rappresentanza è una conquista. Plaudono, in una nota stampa che unisce Fp e Silp Cgil al confederale, più Assodipro, Ficiesse e Il Giornale Dei Militari: “La nostra azione e la nostra iniziativa sono state decisive e hanno determinato gli atti e le condizioni per l'affermazione di un processo di democratizzazione delle forze armate di cui il nostro Paese aveva uno straordinario bisogno e che adesso consente di recuperare ritardi anacronistici ed inspiegabili” sostengono, riferendosi al ricorso proposto da Assodipro e poi appoggiato da tutti gli altri. “Adesso il lavoro continua – aggiungono –. Nel solco aperto dalla Corte Costituzionale, elaboreremo una proposta di legge di iniziativa popolare per aiutare la politica a legiferare, in modo da tener conto del dettato costituzionale e delle legittime aspettative dei militari, evitando il rischio che l’eventuale inerzia del legislatore vanifichi lo sforzo della Corte o che i futuri provvedimenti normativi impongano restrizioni, limiti e costrizioni tali da rendere la guadagnata libertà sindacale un mero vuoto contenitore”. Ma a questo cartello interessa fare anche dell’altro: nel costituirsi in comitato, persegue la revisione e l’aggiornamento sia del codice dell’ordinamento militare (ad esempio per introdurre il reato di mobbing o di molestie sessuali) sia per la polizia, che può già avere rappresentanza sindacale, dell’ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza (legge 121 del 1981).
Al coro si aggiunge Natale Minchillo, segretario della Fp Cgil Lombardia: “Chiediamo che possano votare le loro Rsu tutte le lavoratrici e i lavoratori dei corpi militari e del comparto difesa e sicurezza: dai vigili del fuoco alla polizia penitenziaria alla polizia di stato, come da petizione che abbiamo sostenuto, come categoria, con il Silp”.
tiziana.altea | 13 aprile 2018, 14:44
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