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Salute mentale / Confronto sul ddl 2850

Il 1° febbraio scorso una delegazione della Cgil ha partecipato alla discussione sul disegno di legge con cui si vuole   attuare e rendere attuale la legge Basaglia, ai suoi primi 40 anni
9 mar. – “I servizi per la salute mentale sono trascurati e sottofinanziati e così i disagi delle persone non possono che peggiorare. Per questo abbiamo voluto rilanciare il disegno di legge che, se andasse in porto, sarebbe un toccasana vero”. Massimo Fada era in delegazione con la Cgil nei giorni scorsi, al Senato, per discutere il ddl 2850/2016: “Disposizioni in materia di tutela della salute mentale volte all’attuazione e allo sviluppo dei princìpi di cui alla legge 13 maggio 1978, n. 180”. Depositato a Palazzo Madama da tempo, ha come prima firmataria Nerina Dirindin, membro della 12^ Commissione permanente (Igiene e sanità). Con lei, al confronto, cui hanno partecipato tutte le associazioni, incluse quelle dei familiari, un’altra senatrice componente la Commissione, Emilia De Biasi. “Con loro stiamo portando avanti la battaglia per la salute mentale. La prossima legislatura dovrà tirare fuori dal cassetto tutte le proposte di legge in materia, tra cui obbligatoriamente anche questa” continua Fada, delegato Fp Cgil agli Spedali Civili di Brescia. Cosa prevede la proposta? “Andando per sommi titoli: un piano nazionale per la salute mentale; una articolazione precisa, a livello territoriale, dei servizi su base dipartimentale, con finanziamenti ai Dsm, per il personale e la loro formazione; una riforma del trattamento sanitario obbligatorio (Tso) più rispettosa dei diritti della persona; un migliore raccordo tra Dsm, istituti di pena e Rems, le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, per favorire l’assistenza alle persone autrici di reato con problemi di salute mentale”. Per Fada il contesto farà la differenza nel varo e applicazione della legge. Molte incognite restano oggi su questo punto. Nell’anno in cui la legge Basaglia compie 40 anni sarebbe comunque una bella soddisfazione. O meglio, un passo avanti per il rispetto dei diritti e delle libertà delle persone. E per il rispetto e la valorizzazione degli operatori a queste dedicati.
tiziana.altea | 09 marzo 2018, 08:36
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