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Funzioni Centrali / Un contratto volto al prossimo rinnovo

Più salario, più contrattazione, più diritti. Guardando al futuro. Vanoli (Fp Cgil Lombardia): “Lavoratrici e lavoratori hanno diritto al rinnovo ogni 3 anni e alla tutela del loro potere d’acquisto”
8 gen. – Sotto l’albero di Natale i lavoratori delle funzioni centrali hanno trovato un diritto atteso per 8 anni: il contratto. Siglato la notte del 23 dicembre 2017, interessa circa 250mila dipendenti dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici. In Lombardia i lavoratori coinvolti sono oltre 20mila. “Con questo rinnovo abbiamo chiuso solo la prima puntata – sostiene Manuela Vanoli, segretaria generale della Fp Cgil lombarda -. Vogliamo riaprire al più presto il confronto per il rinnovo del triennio successivo con cui completeremo il processo di innovazione, a partire dal sistema di classificazione del personale”. Per Vanoli questo non è un semplice rinnovo, ma la “riconquista del contratto”, scippato da Brunetta che aveva fatto in modo che fosse la legge a prevalere sulla contrattazione, dando potere alle aziende di agire con atti unilaterali. “Come se coinvolgere i lavoratori fosse un male – critica la segretaria -. Abbiamo riconquistato il diritto a sedersi al tavolo di trattativa. Le Rsu che andranno a elezione tra qualche mese avranno il pieno diritto a contrattare l’integrativo con la parte datoriale”. Quali  i punti qualificanti di questo nuovo contratto delle funzioni centrali? Si impedisce l’applicazione del Jobs Act sui licenziamenti senza giustificato motivo e giusta causa. Migliorano i permessi retribuiti per motivi personali e familiari, per il diritto allo studio, per le visite specialistiche, sono previste ferie e riposi solidali, i congedi dei genitori saranno fruibili anche a ore. Sono riconosciuti tre mesi di congedo retribuito e 3 mesi di aspettativa non retribuita per le donne vittime di violenza. Viene istituito il libretto personale della formazione. I diritti dei lavoratori a tempo indeterminato verranno estesi a tutte le altre tipologie contrattuali. Quanto alle retribuzioni, a partire dal 1° marzo 2018 è previsto un incremento a regime medio mensile di almeno 85 euro e il pagamento degli arretrati degli anni 2016 e 2017. 
angela.amarante | 08 gennaio 2018, 12:31
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