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Pa efficienti? Lavoratrici e lavoratori pubblici ne sono il motore

Ieri a Bergamo, un convegno organizzato da Cgil e Fp Cgil sul nuovo testo unico del pubblico impiego
5 nov. – Cosa rende le pubbliche amministrazioni più efficienti? Tutti d’accordo ieri, parte e controparte, al convegno Cgil e Fp Cgil Bergamo: i lavoratori. L’accordo tra governo e Cgil Cisl Uil del 30.11.2016 ha fatto svoltare dalla svalorizzazione, lunga tanti anni, delle e dei dipendenti pubblici. Una fase nuova si apre, con l’apertura dei tavoli per i rinnovi contrattuali. “I nostri obiettivi sono chiari – afferma Roberto Rossi, Fp Cgil Bergamo -: oltre all’adeguamento salariale pensiamo sia giunto il momento di riconsegnare un ruolo autentico al pubblico dipendente, rimettendo al centro la contrattazione, la valorizzazione delle professionalità e la qualità dei servizi resi alla cittadinanza”. Allora sì a colpire le vere inefficienze ma no a tagli lineari o misure che giustificano precarietà ed esternalizzazioni, con dumping contrattuale e un controllo pubblico sulla gestione dei servizi sempre più ridotto. Se la crisi economica e di fiducia nelle istituzioni, e poi la disintermediazione hanno portato alla chiusura individuale, per Rossi proprio i servizi pubblici sono “il più forte collante sociale nel nostro paese”, traducono “quella solidarietà sociale che percorre tutta la prima parte della nostra bella Costituzione”. In questa logica, il nuovo testo unico del pubblico impiego ha il merito, per Antonio Purcaro, segretario Unscp Provincia di Bergamo, di passare “dal sistema delle dotazioni organiche al sistema dei fabbisogni da definire ogni triennio”. La riforma, insiste l’On. Elena Carnevali, riconosce “finalmente” nel lavoro pubblico una “dorsale del paese”. Manuela Vanoli, Fp Cgil Lombardia, snocciola la realtà, con le sue criticità. Un esempio? Le riforme del welfare lombardo, da quella ospedalocentrica di Formigoni a quella di integrazione ospedale-territorio di Maroni. “Non decollata”, salvo che per le nuove aziende sanitarie e socio sanitarie. Con tutte le ricadute su lavoratori ridotti all’osso e sui servizi. Ma “la carenza di personale attraversa trasversalmente tutti i servizi pubblici”. Come quella di risorse per innovare e informatizzare. Il sottosegretario Angelo Rughetti parla della riforma Madia come “forse il più grande cantiere” dal dopoguerra a oggi, anche per la “consapevolezza del valore del sistema pubblico dentro la società, dal punto di vista della competitività e della coesione sociale”. Per questo la partecipazione sindacale e dei lavoratori è basilare, replica Serena Sorrentino. E quindi bando ad esclusioni: “non ci possiamo permettere aree di differenziazione dentro le Pa”, sostiene la segretaria nazionale Fp Cgil. I rinnovi contrattuali vanno fatti per tutti i comparti, non a seconda delle possibilità di bilancio. 
tiziana.altea | 05 dicembre 2017, 08:50
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