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Miur / Verso lo stato di agitazione

Russo (Fp Cgil Lombardia): con le gravissime carenze di personale, a rischio anche la prossima programmazione scolastica
29 apr. – Acque agitate al Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca. I sindacati promettono lo stato di agitazione se non ci sarà un pronto “cambio di passo” da parte dei vertici dell’ente. “Da tempo chiediamo un incontro al Ministro per affrontare le problematiche del Miur ma a tutt’oggi non abbiamo avuto risposte” afferma Felicia Russo, coordinatrice Fp Cgil Lombardia. Quali sono le criticità? “Soprattutto una gravissima carenza di personale, attorno al 50%, e con la percentuale destinata a crescere, anche nella nostra regione, con i prossimi pensionamenti”. Poi la sindacalista cita le risorse necessarie a corrispondere il tanto lavoro straordinario effettuato, sempre per via dei buchi in organico, sia l’arretrato del fondo unico di amministrazione, se del Fua è ancora da erogare il 2017. “Così bisogna anche far partire il tavolo per il contratto integrativo e per il salario accessorio 2018 e 2019”. Le difficoltà interessano tutti gli uffici, dalle sedi territoriali a quella regionale. “Un grosso vulnus riguarda il trasferimento di competenze. Non c’è solo un problema di nuove assunzioni. I giovani, se arriveranno, saranno più preparati dal punto di vista informatico, ma chi trasferirà loro le necessarie esperienze se i lavoratori che dovrebbero farlo sono andati nel frattempo in pensione?” chiede Russo. Altro tema connesso, la formazione e l’aggiornamento professionale, “non se ne fa più”. Intanto il tempo scorre. Settembre si avvicina. “Come si farà, in particolare, nel periodo del picco, cioè quello dell’assegnazione degli insegnanti? Con queste carenze sarà davvero dura lavorare bene”.
tiziana.altea | 29 aprile 2019, 14:17
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