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Futuro al Lavoro

di Manuela Vanoli, segretaria generale FP CGIL Lombardia
Questa è una finanziaria pre-elettorale e quindi d’impatto, per i provvedimenti quota 100 e reddito di cittadinanza. Ma quota 100 non risolve i problemi previdenziali più gravi, mentre noi chiediamo l’abolizione della legge Fornero, un sistema pensionistico che consenta di andare in pensione a un’età decorosa, anche a chi è giovane oggi e con lavori discontinui e precari. Con il reddito di cittadinanza, poi, si mischiano due sistemi: le risorse per la lotta alla povertà – che indubbiamente occorrono – e l’inserimento lavorativo, in un contesto ancora non chiaro. Ci preoccupa l’assunzione di migliaia di operatori, detti ‘navigator’, che avranno contratto a tempo determinato, verranno messi all’opera senza avere una formazione sufficiente e dovrebbero riuscire a far funzionare un sistema nuovo, peraltro grazie a un nuovissimo software sperimentale…  Sa molto di una presa in giro. La finanziaria, appariscente per questi due provvedimenti, non è quello che serve al paese.

Domani saremo in piazza a Roma, con CGIL CISL e UIL, per contrastare una finanziaria che è nata esautorando il Parlamento del suo ruolo e che non ha visione per il futuro del paese. Un esempio? Siamo un paese che crolla e va a pezzi ogni volta che piove e ci si permette di ridurre le risorse per il dissesto idrogeologico!

In questa finanziaria non ci sono le risorse né per rinnovare i contratti pubblici né per gli ammortizzatori sociali né per investire in ricerca e sviluppo o nel Mezzogiorno. Tutto il contrario delle nostre proposte, che porteremo anche domani in piazza. Abbiamo un’idea completamente diversa di quello che serve. Noi non vogliamo provvedimenti come quello che nasconde dietro al titolo di “pace fiscale” l’ennesimo condono, vogliamo una politica seria di lotta all’evasione.

Abbiamo fame di sviluppo, va creato lavoro vero e dignitoso, va creata occupazione. Oggi il paradosso è che cresce la fascia di povertà di chi, pur lavorando, non ha un reddito sufficiente.

Questo paese ha bisogno di investimenti pubblici in tutto, a partire dalle infrastrutture sociali. Ci sono da sistemare ospedali, scuole, strade. Bisogna investire per creare lavoro e lavoro di qualità, che per la nostra categoria significa servizi pubblici e beni comuni cioè diritti di cittadinanza. Anche per questo siamo contrari a come si sta delineando l’autonomia differenziata: alle persone serve equità non altra diseguaglianza.

Per quanto ci riguarda, bisogna investire nelle lavoratrici e lavoratori del lavoro pubblico, serve un piano straordinario di assunzioni in tutte le pubbliche amministrazioni. Servono organici sufficienti per salvaguardare la qualità delle prestazioni. Dagli enti locali alle carceri e all’esecuzione penale esterna, dai tribunali ai beni culturali, dagli asili nido ai vigili del fuoco. In sanità, che si traduce nel diritto alla salute delle persone -che vogliamo universale -, una “manina” ha fatto saltare l’emendamento che prevedeva di eliminare il vincolo di riduzione dell’1,4% sulla spesa del personale del 2004. Tradotto, in Lombardia, in sanità, con già il problema delle liste d’attesa, assisteremo a una riduzione costante di personale!

Abbiamo bisogno di un piano di formazione e aggiornamento di tutte le lavoratrici e i lavoratori, e di superare tutte quelle anomalie legislative che penalizzano il lavoro pubblico rispetto al privato, basti pensare al tfr/tfs del pubblico impiego. Abbiamo bisogno che si attivi un processo di re-internalizzazione delle attività e di assorbimento del personale per riportarlo all’interno del pubblico impiego.

Se non si investe nei servizi pubblici il paese si ferma. Dopo anni di tagli alle spalle si vuole proseguire ancora così? Il lavoro pubblico è motore di sviluppo di questo paese e lo deve essere ancora meglio e ancora di più. Per il bene delle cittadine e dei cittadini. Dunque: Futuro al lavoro! Al domani, alla piazza e alla lotta! 
tiziana.altea | 09 febbraio 2019, 09:00
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