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Quota 100 e Rdc / Le “12” fatiche… dell’Inps

Il sistema rischia il collasso. I sindacati chiedono che l’Istituto garantisca la professionalità dei dipendenti assicurando tutte le condizioni per svolgere al meglio il proprio mestiere
8 feb. – Quota 100 e reddito di cittadinanza rischiano di ingolfare ancora di più l’attività lavorativa negli uffici dell’Inps, che già risentono di carenze strutturali e di personale. Lo sostengono i sindacati della Lombardia, che a differenza del direttore generale, che pare essere ottimista di fronte ai nuovi compiti che attendono l’istituto, evidenziano preoccupazione per le ricadute sul personale. “L’organico si è molto ridotto, i pensionati non sono mai stati sostituiti a causa del blocco delle assunzioni – dice Antonella Trevisani, Fp Cgil Lombardia -. I nuovi provvedimenti del governo aggiungeranno carichi di lavoro e stress ai dipendenti già decimati e con un’età media piuttosto alta. Purtroppo registriamo la tendenza ad attribuire all’Inps nuove funzioni, vedi le visite fiscali, i bonus bebè ecc., senza però prevedere risorse aggiuntive”. Gli stessi attuali lavoratori saranno interessati da Quota 100, l’organico si ridurrà ancora di più. Le assunzioni ipotizzate non rasserenano perché, anche con l’ultimo concorso, la Lombardia era stata penalizzata: solo 9 assunti, di cui 7 a Milano. Eppure è una delle regioni col bacino d’utenza più ampio. Al 4 febbraio l’Inps ha già raccolto, a livello nazionale, 20mila domande per Quota 100. Milano è al terzo posto in Italia per numero di richieste. La preoccupazione del sindacato è concreta. “In tutte le sedi lombarde il personale è già in difficoltà – sostiene Trevisani -. Abbiamo ancora conti assicurativi della gestione pubblica non sistemati perché ancora, a distanza di anni dall’unificazione con Inpdap e Enpals, non c’è stata una corretta integrazione delle procedure e delle banche dati. Tutte le pratiche che lavoriamo sono informatizzate, le procedure andrebbero aggiornate. Invece ci ritroviamo a non poter usare nemmeno i telefoni, un mese fa col cambio d’appalto sono saltate le linee telefoniche”. Come per Quota 100, ci si aspetta grande afflusso agli uffici anche per il reddito di cittadinanza. Chiude Trevisani: “Nella nostra regione ci sono molte famiglie in difficoltà. A causa della crisi economica, in tanti hanno perso il lavoro. Non si riesce più a trovarlo, l’alternativa è per tanti il lavoro povero. Sbaglia chi pensa che sia un problema solo del sud Italia. C’è chi lavora e non ha un reddito sufficiente alla sussistenza della famiglia. Ed è anche per questi motivi che saremo in piazza a Roma il 9 febbraio”. (aa)
angela.amarante | 08 febbraio 2019, 09:23
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