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Ddl concretezza: così non va

Funzione pubblica  Cgil: “Dopo l'allarme lanciato dal Garante della Privacy, in linea con quanto da noi sempre sostenuto, il governo deve convocarci con urgenza per rivedere il provvedimento concretezza, così come riflettere sul provvedimento che mira a introdurre strumenti di video sorveglianza negli asili e nelle case di cura”  
7 feb. – “Abbiamo sempre sostenuto come le misure di controllo contenute nel disegno di legge concretezza, così come le previsioni sulla video sorveglianza, fossero in contrasto con le norme sulla privacy. Le parole del Garante Soro dimostrano come l'impostazione sia totalmente errata e incompatibile con le norme europee, nonché contraddittorie”. Antonello Soro, presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali,  ieri nell'audizione alle commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera, ha invitato a riformulare, ritenendolo ‘invasivo’,  il ddl concretezza, quello che per contrastare l’assenteismo nelle pubbliche amministrazioni vuole, ad esempio, prendere le impronte digitali alle lavoratrici e ai lavoratori. La Fp Cgil, che su questo provvedimento si era già espressa, è tornata così alla carica. “Il nostro obiettivo, che è quello di tutelare i diritti di chi lavora e di chi usufruisce del servizio, insieme all'esigenza di premiare adeguatamente chi fa il proprio dovere per contrastare abusi e furbetti, deve passare attraverso la responsabilizzazione dei dirigenti che devono sovrintendere i controlli – sostiene il sindacato -. Questa la sola impostazione percorribile. Ed è per questo che rivendichiamo al ministro Bongiorno una immediata convocazione per affrontare la questione, a partire dalla centralità delle lavoratrici e dei lavoratori”.
tiziana.altea | 07 febbraio 2019, 09:14
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