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Coordinamento Educatori FP CGIL Varese

Obiettivo: fare rete, informare, unire. A Varese parte il coordinamento degli educatori, una figura professionale sempre più ricercata ma ancora senza il giusto riconoscimento
5 feb. – E’ nato a Varese in seno alla Fp Cgil il coordinamento degli educatori. “Abbiamo avvertito l’urgenza di fare rete, di dare più informazioni possibili ai lavoratori per non lasciarli soli”. A dirlo Davide Farano della categoria varesina. “Quello degli educatori è un mondo frammentato a causa della confusione del quadro legislativo – spiega Farano -. La legge Iori ha rimediato dal punto di vista del riconoscimento professionale, ma restano alcuni problemi. L’educatore è una professione in continua crescita e abbraccia molti contratti: quello delle funzioni locali per chi, per esempio, lavora negli asili nido comunali, quello delle cooperative sociali per chi lavora in appalto, il contratto Anffas ecc. Esistono diversi profili professionali a seconda del percorso di studi ma questo non può creare lavoratori di serie A e B”. Un esempio su tutti è quello delle strutture sanitarie dove si trovano a lavorare fianco a fianco educatori laureati in medicina e educatori laureati in scienze dell’educazione. Questi ultimi rischiano di essere sottoinquadrati. “Oggi esistono distinzioni in base al percorso di studi ma non significa che qualcuno debba essere inquadrato a livello inferiore”. La Cgil è in prima linea per l’unificazione delle condizioni di lavoro. “Non vogliamo che gli stessi lavoratori si dividano – aggiunge Farano – in una guerra tra poveri che fa male a tutti, lavoratori in primis. Ecco perché a Varese abbiamo deciso di fare rete e di fare chiarezza. Per prima cosa distribuiremo un vademecum in formato cartaceo e digitale per chiarire le questioni più spinose: l’iscrizione all’albo professionale, l’obbligatorietà dei corsi ecm, la responsabilità civile. I delegati Fp Cgil  stanno mettendo per iscritto le domande più frequenti dei colleghi educatori. E’ un modo per dare una prima risposta. Decideremo col tempo quali saranno le iniziative più utili da intraprendere”. (aa)
angela.amarante | 05 febbraio 2019, 09:00
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