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La chiusura degli Opg tra 'rivoluzione gentile' e 'riforma possibile'

Venerdì 23 marzo alle 17.30 la Camera del Lavoro di Brescia e la Fp danno appuntamento per un dibattito sulla chiusura degli opg e le prospettive aperte. 
A seguire proiezione del film "La pazza gioia" di Paolo Virzì. Info nella locandina allegata


COMUNICATO STAMPA CGIL - FP CGIL BRESCIA


La chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari tra rivoluzione gentile e riforma possibile. Venerdì 23 marzo (ore 17,30) il dibattito in Camera del Lavoro
 
«La chiusura degli OPG (ospedali psichiatrici giudiziari) tra rivoluzione gentile e riforma possibile». È il tema  del dibattito in programma venerdì 23 marzo alle ore 17,30 nel Salone Buozzi della Camera del Lavoro, in via Folonari 20 a Brescia. Promosso dalla Camera del Lavoro di Brescia e dalla Fp Cgil, ad intervenire saranno il portavoce nazionale della campagna Stop OPG Stefano Cecconi e l'ex commissario unico per il superamento degli OPG Franco Corleone. A dialogare con loro la segretaria generale della Cgil di Brescia Silvia Spera. A introdurre l'incontro, moderato da Stefano Ronchi della segreteria Fp Cgil Brescia, sarà Massimo Fada, candidato Rsu Spedali Civili di Brescia.
 
La chiusura degli OPG e l'istituzione di strutture sanitarie chiamate REMS ha comportato l'avvio della gestione sul territorio, attraverso i Dipartimenti Salute Mentale, delle persone con disturbi mentali autrici di reato. La Cgil ha sostenuto questa battaglia di civiltà, nella consapevolezza che a livello territoriale restava però la difficoltà dell'assunzione in carico di queste persone, in servizi già carenti di personale. A livello territoriale la CGIL ha quindi ottenuto dall'ASST Spedali Civili di Brescia l'applicazione della delibera regionale 5340/16, che prevede la creazione di un'équipe territoriale forense dedicate al lavoro di collegamento tra le REMS e il Dipartimento Salute Mentale di Brescia attraverso l'assunzione delle figure professionali previste dalla delibera stessa. Oltre alle dimissioni dalle REMS, queste équipe costruiscono le condizioni per evitare che le persone vi finiscano e lì vengano dimenticate, come avveniva negli OPG. Applicando lo spirito della legge, che prevede la  scelta della REMS come soluzione residuale, quando non ne sono state individuate altre. Un lavoro di rete, tra mondi diversi – giudiziario e sanitario – che devono incominciare a intrecciare modalità operative, linguaggi, pratiche fino ad oggi separati. È una sfida questa che cade nel 40° anniversario della legge 180, norma che chiuse i manicomi lasciando però attivi quelli giudiziari. Come allora, la costruzione "esterna" delle condizioni ha permesso il loro definitivo superamento. Il dibattito di venerdì sarà occasione preziosa per riflettere su questo percorso e dei nodi ancora aperti.
 
angela.amarante | 23 marzo 2018, 17:08
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