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Ispettorato del lavoro di Bergamo, il prefetto convoca i sindacati per il 6 novembre

In un’assemblea dei lavoratori, svolta il 26 ottobre scorso da FP-CGIL, CISL-FP e UILPA, era stato ratificato lo stato di agitazione della sede orobica. 
Così da ieri, 30 ottobre, i dipendenti hanno annunciato di non avere più intenzione di usare le proprie auto per i sopralluoghi nelle aziende e di voler bloccare gli straordinari, sia interni che esterni agli uffici, “anche dove i carichi di lavoro, per ogni area, non rendessero esplicabile l’attività ordinaria durante il normale orario di servizio”, avevano spiegato le organizzazioni sindacali. Ampia la mole di attività svolta dall'Ispettorato provinciale: 723 pratiche irregolari, 119 lavoratori in nero scoperti, 675 richieste d'intervento evase, 1486 tentativi di conciliazione svolti e 985 provvedimenti di anticipazione maternità. “A fronte di numeri simili” avevano commentato, lanciando la protesta, Dino Pusceddu, Angelo Murabito e Livio Paris per FP-CGIL, CISL-FP e UILPA provinciali, “ci si aspetterebbe un forte impegno da parte del Governo nell'impiego di risorse in termini di banche dati, assunzioni di personale, formazione e miglioramento delle condizioni professionali ed economiche dei lavoratori. Invece, dopo un anno di totale confusione, si tagliano le risorse già liquidate ai lavoratori sul Fondo del 2015 e non viene certificato il fondo 2016 per un taglio di circa 7 milioni di euro”. “I tagli attuati dal Governo, tra l’altro, non permettono al personale di godere delle progressioni economiche, anche se gli accordi sono stati già siglati. E, come se non bastasse, non viene erogato un fondo speciale agli ispettori relativo all'anno 2017. Il personale dell'Ufficio di Bergamo critica la poca serietà e la poca organicità che appare aggravata nel passaggio da Ministero del Lavoro a Ispettorato del lavoro. Si disegna un percorso al ribasso per tutte le professionalità presenti nelle varie strutture”. Come si può pensare di garantire servizi quotidiani a tutti coloro - lavoratori e cittadini, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, consulenti del lavoro - che ogni giorno si rivolgono all'Ispettorato, oggi senza risorse? Come si può pensare di compiere controlli su un mercato del lavoro sempre più precario, senza fondi? Come si può pensare di combattere il lavoro nero e le morti sul lavoro? Con questi interrogativi la Rappresentanza Sindacale Unitaria dell'ITL di Bergamo e le organizzazioni sindacali di categoria avevano, appunto, chiesto un incontro al Prefetto. La convocazione può essere considerata un buon inizio. 
angela.amarante | 03 novembre 2017, 13:00
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