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Sull'arresto del Presidente e il sequestro preventivo delle Coop sociali Progetto Vita e Alba

12.12.2018 - Comunicato stampa Segreteria Funzione Pubblica CGIL Sondrio
L’arresto del Presidente e il sequestro preventivo delle Cooperative sociali Progetto Vita e  Alba alzano finalmente in maniera inequivocabile il velo sulla realtà rappresentata da queste Cooperative e che da tempo denunciamo.
La Cooperativa Progetto Vita, con sede a Catania, è giunta in provincia di Sondrio all’inizio degli anni 2000, e si è subito aggiudicata numerosi appalti nell’assistenza scolastica disabili e assistenza domiciliare anziani utilizzando il metodo del ribasso, al di sotto dei costi reali per la gestione del personale indicati anche da apposite tabelle ministeriali.
Un metodo, questo, che ha subito destato numerosi sospetti e che ha messo fuori gioco diverse Cooperative Sociali nate in Provincia che, comportandosi correttamente, non potevano reggere la sleale concorrenza della Cooperativa siciliana.
Forse per allontanare sospetti, la Cooperativa  ha spostato la propria sede legale a Sondrio, pur mantenendo di fatto la Direzione operativa a Catania e operando in numerose regioni, sempre  attraverso il metodo dei ribassi al di sotto dei costi reali dei servizi. Quando sono cominciati a sorgere i problemi con il personale per diverse e reiterate irregolarità nell’applicazione del contratto di lavoro, comportamenti che da subito abbiamo segnalato agli Enti e all’Ispettorato del lavoro, Biondi, amministratore unico della Cooperativa Progetto Vita, ha iniziato a spostare diverse attività  sulla Cooperativa Alba, utilizzandola di fatto come prestanome e cercando così di recuperare credibilità.
Dal 2017 però il gioco non ha più retto, viste le numerose contestazioni nella gestione dei servizi, e la Cooperativa Progetto Vita è stata posta in liquidazione per iniziativa dello stesso Presidente, che nel frattempo si era buttato nel business della gestione dei centri migranti, giudicato più remunerativo per il giro di affari dello spregiudicato dott. Biondi. Una sentenza del Tribunale di Catania ne ha poi sentenziato, lo scorso mese di ottobre, il fallimento.
Rimangono ora aperti i numerosi problemi legati alla gestione dei servizi ancora gestiti dalla Cooperativa Alba, ora posta sotto sequestro.
La correttezza e la professionalità dei dipendenti, in gran parte lavoratrici con qualifica di ASA, OSS ed Educatrici, ha finora permesso di garantire la gestione e la qualità dei servizi, nonostante i tanti problemi.  Sul piano sindacale, la nostra azione ha consentito di recuperare almeno una parte dei contributi non versati da Progetto Vita, mentre proseguono le altre vertenze aperte.
Ora tocca però agli Enti che hanno appaltato i servizi fare la propria parte, intervenendo per fare in modo che non siano i lavoratori e gli utenti a pagare per le gravi scorrettezze, ad iniziare dalla garanzia del mantenimento dei posti di lavoro e delle regolari retribuzioni.
Ancora una volta, per evitare di giungere a queste situazioni, vogliamo però porre il problema dell’appalto dei servizi, una parte dei quali crediamo possano essere re-internalizzati e che, in qualsiasi caso, non possono essere affidati utilizzando unicamente il criterio del massimo ribasso. Il rispetto delle condizioni di lavoro e la qualità dei servizi offerti devono diventare il riferimento per il loro affidamento trovando una adeguata valorizzazione nei capitolati di appalto.
 
Sondrio, 12 Dicembre 2018                    
                                                                       
tiziana.altea | 12 dicembre 2018, 16:15
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