gennaio27201807:00
27 gennaio 2018, 07:00 | _

Giornata della memoria 2018

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La celebriamo ogni anno dal 2005, da quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, in riunione plenaria, ha stabilito che il 27 gennaio doveva essere la data in cui si ricordano tutte le vittime dell’Olocausto. 
E’ il giorno in cui, nel 1945, le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Ebrei, zingari, disabili, dissidenti politici, partigiani: sono stimate tra i 15 e i 17 milioni le vittime della furia nazista. (... dalla newsletter  di PubblicAzione>>).
Quest'anno abbiamo voluto dedicare una nostra card alla psicologa Edith Eva Eger (nata a Košice, allora Ungheria e oggi Slovacchia). Aveva 16 anni quando fu deportata con la famiglia nel campo di sterminio di Auschwitz. Sopravvisse, trovata da un soldato americano tra cadaveri dopo la marcia della morte fino a Gunskirchen (sottocampo di Mauthausen). “Non c’è linguaggio che possa spiegare la disumanità sistematica di questa fabbrica della morte realizzata dall’uomo. Più di un milione di persone sono state uccise qui, dove mi trovo in questo momento. È il cimitero più grande del mondo. E in mezzo a (…) milioni di morti (…) spicca un altro numero. Il numero zero. Qui, nel più grande cimitero del mondo, non c’è una sola tomba. Soltanto gli spazi vuoti dove un tempo c’erano i forni crematori e le camere a gas, frettolosamente distrutti dai nazisti prima della liberazione. Le chiazze nude di terreno dove morirono i miei genitori” scrive nel suo libro “La scelta di Edith”.
Non dimentichiamo. 
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